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Dueto: Oh! suora mia

Compositor: Donizetti Gaetano

Ópera: La Favorita

Papel: Fernand (Tenor)

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SCENA SESTA
Fernando che esce dal tempio, e detta.

FERNANDO
Oh suora mia,
per poco m'attendi; il lutto atroce
che sì m'invade, al fianco tuo m'appella,
ma ancor tu giaci inulta.

LEONORA
tentando di rialzarsi
Oh Dio! qual pena.
Ohimè! qual gelo!

FERNANDO
Che ascoltai? Chi veggio!
Un infelice al suol!
si avvicina
Deh, ti rincora.

LEONORA
È desso!

FERNANDO
indietreggiando con orrore
Oh Dio!

LEONORA
Non maledir Leonora.

FERNANDO
Ah! va, t'invola; e questa terra
più non profani il rio tuo piè,
fa' ch'io tranquillo scenda sotterra,
non condannato al par di te.
Nelle sue sale il re t'appella,
d'oro e d'infamia ti coprirà,
al fianco suo sarai più bella,
tuo nome infame ognor sarà.

LEONORA
Infra i ghiacci, le rupi, i sterpi, i sassi,
movendo a ogni uom preghiera, io qui mi trassi.

FERNANDO
O tu, che m'ingannasti,
che pretendi da me?

LEONORA
D'ambo sul capo
un sol error ricade.
Sperai che il nero arcano a te svelato
Ines avesse, e il tuo perdono sperai.
Credimi, non si mente
sull'orlo della tomba; a te, Fernando,
non giunse il messo, e fu celato il vero;
ah! il tuo perdon, solo il perdono io spero

Pietoso al par del Nume,
un nume sii per me;
ahi! che di pianto un fiume
lunge versai da te.
D'onta fatal segnata,
null'altra speme ho in sen,
che di morir beata
del tuo perdono almen.

FERNANDO
A quell'affanno, a quell'accento,
sento, oh Dio! stemprarsi il cor;
a quel sospiro io mi rammento
i primieri dì d'amor.

LEONORA
Al nero affanno il mio tormento,
deh, si plachi il tuo bel cor;
al tuo perdono io mi rammento
i primieri dì d'amor.

Al mio duolo, al mio spavento,
di conforto un solo accento!
Per tuo padre, ah, fia concesso,
per la morte a cui son presso.

FERNANDO
Vanne, vanne.

LEONORA
Pel tuo amore
che beata femmi un dì.

FERNANDO
Giusto cielo! il mio furore
come foglia inaridi.

LEONORA
Tua pietade alfin mi dona
o mi spingi nell'avel.

FERNANDO
Ah! Leonora... Iddio perdona.

LEONORA
E tu?

FERNANDO
Io t'amo sempre più!
Vieni, ah vieni, io m'abbandono
alla gioia che m'inebria,
del mio cor t'è reso il trono,
teco a lato io vo' morir.

Come lampo sorge all'alma
una voce ed un pensiero,
fuggi, ascondi al mondo intero
la tua vita, il tuo gioir.

LEONORA
E fia vero!... io m'abbandono
alla gioia che m'inebria.
Del suo cor m'è reso il trono,
pago appieno è il mio desir.

Ma risponder non sa l'alma
a tua voce, al tuo pensiero,
deh! nascondi al mondo intero
la mia vita, il mio morir.

FERNANDO
Fuggiamo insieme.

LEONORA
Ah taci: è vana speme.
si sente nella Chiesa ripetere il coro religioso
Odi tu quel concento?

FERNANDO
Andiamo.

LEONORA
È il cielo
che ti parla.

FERNANDO
Fuggiamo; in te riposto
mio fato è sol, deh vieni.

LEONORA
A Dio ti volgi.

FERNANDO
Or più forte è l'amor; per possederti
io tutto affronterò, gli uomini e il cielo.

LEONORA
sentendo mancarsi
Ah! del Nume il favor, sul nero abisso
ecco, ti salva, addio, poter supremo
ti risparmia un delitto; ah, di mia sorte
non io mi lagno: Iddio, Fernando, il vuole;
dall'onta oggi io ti lavo
colla mia morte.

FERNANDO
Ah no, fuggiamo.

LEONORA
guardandolo amorosamente
Fernando !

FERNANDO
Ah mia Leonora?

LEONORA
Il fier tormento...
La mia vita è compiuta.

FERNANDO
Oh cielo!

LEONORA
Io muoio
perdonata, Fernando, e son beata!
Un giorno, oltre la tomba
riuniti saremo. Addio!
muore

FERNANDO
Leonora!
Leonora, è la mia voce
che ti richiama, i lumi ancor dischiudi,
son io, son io, tuo sposo; ah tutto è indarno!
Al soccorso, al soccorso!