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Trio: O splendide feste

Compositor: Verdi Giuseppe

Ópera: Les vêpres siciliennes

Papel: Arrigo (Tenor)

Papel: Elena (Soprano)

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CORO:
O splendide feste!
O notti feconde
Di danze gioconde,
Di rare beltà!
Son raggio celeste
Quei vivi splendori
Che infondon nei cori
Amor, voluttà!

La folla si disperde negli appartamenti del palazzo e nei giardini: la scena resta vuota per un istante.

 

Arrigo viene da diritta, èseguito da Elena e da Procida, ambedue mascherati.

PROCIDA
a bassa voce ad Arrigo
Su te veglia l'amistade!

ARRIGO
(Cielo! il còr non m'ingannò?)

ELENA
"Su te veglia l'amistade!.

ARRIGO
Ah! qual voce al sen vibrò!
(Procida ed Elena si tolgono la maschera)
Tu qui, donna! oh! qual sorpresa!
Per voi gelo.di Spavento!
Qui perché vi siete resa?

ELENA
Per salvarti!

PROCIDA
Ed ogni oppresso
Vendicar.

ARRIGO
con incertezza
Parla sommesso!
Per me nulla ormai pavento,
Sono libero... ma voi...
L'ira sua temer dovete
E fuggir gli sdegni suoi.

PROCIDA
Sii tranquillo... il traditor...

ARRIGO
Zitto! ci odono! (oh terror!)
mostrando loro alcuni Francesi che entrano nella sala

A3:
Allegramente e sul motivo della danza che echeggia nell'interno
O splendide feste!
O notti feconde
Di danze gioconde,
Di rare beltà!
Son raggio celeste
Quei vivi splendori
Che infondon nei cori
Amor; voluttà!

Le Dame ed i Cavalieri entrano dal fondo. Arrigo, Procida ed Elena restano ancor soli per un istante sul davanti della scena, ma si ode sempre dai vicini appartamenti il suono della danza

ELENA
ad Arrigo ed a mezza voce
In fra gli allegri vortici
Delle intrecciate danze...

PROCIDA
come sopra
Sotto le larve ascondono
I fidi le sembianze...

ELENA
attaccando un nastro sul petto d'Arrigo
A tal di nastri serici
Nodo, ciascun fia noto!

PROCIDA
Quei forti bracci intrepidi
Non colpiranno a vuoto!

ELENA
E in brevi istanti vindici
Qui brilleranno i ferri...

PROCIDA
Tra' suoi feroci sgherri
Monforte perirà!

ARRIGO
spaventato
Gran Dio! (Chi'il salverà?)

PROCIDA
sorpreso
Impallidisci?

ARRIGO
come sopra
Intenderti
Alcun potrebbe.

ELENA
E chi?

PROCIDA
vedendo entrare Monforte e rimettendosi la maschera
Ei stesso!

ARRIGO
aparte e tremante
(O giorno infausto!)

PROCIDA
ad Arrigo
Tra pochi istanti qui!

Comparisce Monforte in mezzo a dame francesi e siciliane.

TUTTI:
O splendide feste!
O notti feconde
Di danze gioconde,
Dì rare beltà!
Son raggio celeste
Quei vivi splendori,
Che infondon nei cori
Amor, voluttà!

Elena e Procida s'allontanano perdendosi nella folla; mentre le coppie danzanti passeggiano nelle sale ed i rinfreschi sono d'intorno serviti. Monforte s'avvicina ad Arrigo, che si trova solo sul davanti della scena.