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Dueto: Qual e il tuo nome

Compositor: Verdi Giuseppe

Ópera: Les vêpres siciliennes

Papel: Arrigo (Tenor)

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Monforte ed Arrigo.

MONFORTE
Qual è il tuo nome?

ARRIGO
Arrigo!

MONFORTE
Non altro?

ARRIGO
Il mio rancore
Ti è noto! al mio nemico
Ciò basti!

MONFORTE
E il genitore?

ARRIGO
Io genitor non ho!
So che ramingo ed esule
Traeva i giorni suoi
Lungi dal tetto patria,
Lontan dai cari suoi...

MONFORTE
Or di tua madre narrami!

ARRIGO
Ah! non è più colei!
Già dieci lune scorsero,
Che lasso! io la perdei;
Or la ritroverò!
Mostrando il cielo

MONFORTE
Io so che pria di perderla
Del Duca Federigo
T'accolse già la reggia...

ARRIGO
Sì,m'albergò la stanza
Di quell'eroe!...

MONFORTE
Fellone!

ARRIGO
Su me vegliò magnanimo
Tra le guerriere squadre;
I passi miei sorreggere
Ei pur degnò qual padre;
Gli alti d'onore esempi
Fu gloria mia seguir;
Io per lui vissi e intrepido
Per lui vogl'io morir.
Di giovane audace
Pùnisci l'ardir;
Mi sento capace
D'odiarti e morir!
Non curo ritorte,
Disprezzo il dolor;
Incontro alla morte
Va lieto il mio cor!

MONFORTE
guardando. Arrigo
(Ammiro e mi piace
In lui quell'ardir:
Lo credo capace
D'odiarmi e morir!
Non cura ritorte,
Disprezza il dolor;
In faccia alla morte
Non trema il suo cor!)

Dovrei punirti, incauto,
Ma scuso un folle ardire!

ARRIGO
Pietade in te?

MONFORTE
Sì! tacciono
In alma grande l'ire:
E per salvarti io voglio
Offrire al tuo valor
Eccelsa meta, o giovane,
Degna d'un nobil cor.
Al sol pensier di gloria
Fremere in sen tu dêi!

ARRIGO
La gloria! - e dove mercasi?

MONFORTE
Sotto i vessilli miei!
Vien tra mie schiere intrepide,
T'affida a' mio perdon;
Vieni, per me sei libero!

ARRIGO
No, no! sì vil non son!
No, no: d'un audace
Punisci l'ardir:
Mi sento capace
D'odiarti e morir!
Disprezzo ritorte,
Non curo il dolor:
Incontro alla morte
Va lieto il mio cor!

MONPORTE
(Ammiro e mi piace
In lui quell'ardir:
Sarebbe capace
D'odiarmi e morir!
Non cura ritorte,
Disprezza il dolor:
In faccia alla morte
Sta saldo il suo cor!)
Freddamente
Adunque vanne! e immemore
La mia clemenza obblia!
Ma, giovinetto, ascoltami:
Odi un consiglio in pria!
Là vedi quell'ostello!
Indicando il palazzo di Elena

ARRIGO
Ebben?

MONFORTE
La soglia mai
Non dei varcar di quello.

ARRIGO
E perché?

MONFORTE
Lo saprai!
Paventa che il tuo core
in tuono misterioso
Arda d'infausto amore!

ARRIGO
con sorpresa
O ciel!

MONFORTE
A me lo credi,
L'amor ti perderà!

ARRIGO
turbato
Chi disse a te?...